9 errori di Marketing da evitare sempre

Mashable, interrogando alcuni giovani imprenditori allo Young Entrepreneur Council ha evidenziato degli errori di Marketing che si ripetono in tutto il mondo, dall’insistenza delle newsletter alle offese sui social, e ha raccolto quelli che sono i 9 errori più comuni su cui i marketer continuano a incappare, pensando che dopotutto, gli utenti-clienti siano avulsi da qualsivoglia contesto. E invece no: loro fanno proprio parte del tuo ecosistema.

Questo vademecum dovresti stamparlo e farlo circolare anche tra i tuoi colleghi perchè questi che ora leggerai sono “9 errori di Marketing da evitare sempre”.

#1 Abuso di hashtag

Che tu sia un adulto, una startup o un brand affermato dovresti capire che l’abuso di hashatg, oltre che essere inutile, ti fa sembrare un adolescente alle prime armi su twitter! Inizia a studiare una strategia per affermarti sui social media.

Non #trovi #che sia #quasi #fastidioso apporre un #barré accanto a #tutte #le #parole che ti #possano #venire in #mente per #diffondere il #tuo #messaggio su #facebook #twitter e #tutti gli #altri #socialnetwork?

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#2 Ignorare i tuoi follower

Mi fa impazzire quando noti brand pubblicano tantissimi post autoreferenziali, ma non rispondono mai ai commenti quando le persone chiedono più informazioni. Se avete tempo per scrivere il post, dovreste parlare con il vostro pubblico. Non è solo un cliché il fatto che i social network sono nati per far mantenere le relazioni tra persone che si conoscono e che vogliono interagire e condividere informazioni. La pagina dovrebbe essere divertente, educativa e una risorsa di ispirazioni. Questo è il vantaggio che dovrebbe cogliere l’azienda nel comunicare le proprie informazioni e i propri valori.

#3 Comprare follower per “pompare” la credibilità della pagina

E’ davvero un triste paradosso. Crei un profilo Twitter per la tua startup, e ovviamente all’inizio non ti segue nessuno. Questo non è cool giusto? Quindi fate quello che secondo voi fanno anche altri brand: Andate al supermercato a fare la spesa per trovarvi con 1.000 o 10.000 seguaci su Twitter per due spicci e pensate: Problema risolto! Ecco che siete credibili in un istante! Ma aspettate, c’è un trucco? Naturalmente c’è. I seguaci che hai appena comprato non sono reali. Se lo sono, è probabile che non sono nel vostro target di riferimento. Ma sai qual’è la parte peggiore? Cosa pensi che accadrà alla vostra credibilità quando le persone scopriranno che hai mentito sul tuo nuovo profilo social?” Prendete questa lezione a cuore: Costruite relazioni reali fin dall’inizio. Sarete contenti di averlo fatto.

#4 Sforzarsi di essere quello che non si è

Una volta visto un ristorante aprire e chiudere velocemente perché dal look sembrava adatto a un pubblico giovane , pieno di graffiti e menu molto moderno. Il cibo era si di altissimo livello, ma quell’ambiente d’avanguardia non era coerente con i dati demografici della zona ed è presto fallito. I tuoi clienti si aspettano da te solo un rapporto di fiducia quindi parla la tua lingua e non mentire.

#5 Aspettare di diventare “virale”

Traffico web, visualizzazioni video e RT non arrivano di colpo. In primo luogo marketers devono creare contenuti veramente accattivanti. In secondo luogo, hanno bisogno di proporli ad un pubblico altamente mirato che può iniziare a valanga a diffonderli, e ci vuole tempo a creare il proprio pubblico. Spesso le Startup non si rendono conto che il seguito di pubblico va guadagnato, e che c’è un sacco di marketing dietro anche il più innocente dei video virali. Se volete iniziare a trainare un pubblico, siate sicuri che dovrete tutti fare la vostra parte nel far sapere al pubblico che esistete e che avete contenuti da proporre loro.

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#6 Un ufficio Digital PR a tutti i costi

Le classiche società di PR e uffici stampa sono spesso troppo costose per la maggior parte startup e comunque non si ottiene mai abbastanza R.O.I. ritorno sull’investimento. Già da quando i media sono stati centralizzati, diversi anni fa, non riuscivo a capire come una società di PR tradizionale potrebbe essere ancora utile. Ma ora? Bisogna concentrarsi e costruire una solida rete di relazioni personali, nella vita reale e sui social (B2B e B2C). Fornire valore per la comunità quando si può. Un blog specifico del settore con 2.000 lettori al giorno può essere molto più prezioso di un vasto sito molto letto grazie a consistenti servizi pubblicitari a pagamento. Concentratevi su queste cose e diventati i vostri primi supporter (anche, volendo, creando uno pseudonimo).

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#7 Preoccuparsi troppo dei copioni

Essere i più piccoli non è mai facile, ma se inizi a fare le cose bene, i ragazzi più grandi inevitabilmente inizieranno a “prendere in prestito” i tuoi articolidal tuo blog. E dato che l’imitazione è la più grande forma di adulazione, anche se può essere difficile, resta a guardare i contenuti del tuo brand iniziare a confondersi con quelli dei tuoi competitor in rete. La fiducia del vostro crescente pubblico sosterrà voi e il vostro marchio. Piuttosto concentratevi sul continuare ad essere sempre un passo avanti agli altri.

 

#8 Affidarsi a Facebook advertising senza avere una strategia

John Rampton, di Host ha speso un sacco di soldi in pubblicità su Facebook e dice che su un totale di 100 aziende, il 70% non ha incrementato alcun profitto, il 10% ha fatto il botto e il restante 20% ha raggiunto il break-even. Nel suo intervento, incalza e ti chiede: “Ehi, amico, in quale percentuale vuole essere?”

Già e consiglia di considerare di mettere a budget tra i 500 e i 1000 dollari, da investire in un lasso di tempo di una settimana, per…sperimentare e capire che tipo di andamento abbia la tua campagna, a seconda del giorno.

#9 Lanciare campagne pubblicitarie senza fare i dovuti test

La maggior parte dei marketer richiede una componente di advertising a pagamento, sotto forma di annunci, ed è di vitale importanza studiare come ottenere ROI positive da quegli annunci. James Simpson, GoldFire Studios sostiene di aver commesso l’errore di lanciare una campagna pubblicitaria online senza mai analizzare e testare i nostri flussi di utenti iniziali. Abbiamo scoperto che la nostra campagna è stato un totale fallimento senza nessun utente convertito in cliente. Abbiamo poi puntato molto sul miglioramento conversioni, la conservazione e la monetizzazione,e ci ha portato ad un successo clamoroso con la campagna successiva. Non sprecare soldi per gli annunci senza prima studiare un modo di farli funzionare.

 

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Adolfini Asmani frontent and mobile developer.
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